5 dicembre 2013 – Convegno “La ricerca in geografia per le professioni tradizionali ed emergenti”

Giovedì 5 dicembre, dalle ore 9.30, presso l’Aula di Geografia della Facoltà di Lettere e Filosofia, si terrà il Convegno “La ricerca in geografia per le professioni tradizionali ed emergenti”, durante il quale Valentina Ferrari e Michelangelo Miranda, per conto del gruppo di lavoro dell’OPG, presenteranno un contributo dal titolo “L’Osservatorio delle Professioni Geografiche” all’interno dello spazio denominato “Il mestiere del geografo”.

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5-10 luglio 2013 – Progetto Lena – Mobilità in Estonia

Laboratorio Natura

Dal 5 al 10 luglio 2013 si è svolto in Estonia l’incontro tra cinque partner del progetto LENA. I partecipanti del gruppo Agat sono stati Raffaele Mastrolorenzo, Christiaan Santini, il coordinatore del progetto Nicola Franceschi ed il sottoscritto. Il viaggio, svoltosi due giorni a Tallinn e tre giorni ad Haapsalu, ci ha permesso anche di visitare la capitale dell’Estonia. Una cosa che mi ha immediatamente colpito ed affascinato è stata la luce del sole anche in piena notte dovuta al periodo dell’anno ed alla latitudine compresa tra i 58° ed i 60° Nord dall’Equatore.
Il centro storico della città di Tallin, “Vanalinn” (città vecchia), è costituito dal primo nucleo dal quale si è formata la città, la Toompea, che significa “collina della cattedrale”, e dal secondo, la Vanalinn, corrispondente alla parte bassa ai piedi della collina. Ricco di monumenti e di edifici dalle architetture più varie che ne fanno un museo a cielo aperto, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1997.
Domenica 7 luglio si è svolto l’incontro con i membri dei partenariati del progetto LENA che è iniziato con un’escursione al Tallinna Botaanikaaeda (Giardino Botanico di Tallinn), a circa 10 km dal centro, nel quartiere nord-orientale di Pirita. Matti Masing, coordinatore del progetto, ricercatore e biologo, ci ha mostrato le specie vegetali floreali e arboree presenti. La giornata è continuata con la visita al grande parco di Kadriorg, dove si trova il Palazzo omonimo dedicato a Caterina I di Russia, realizzato su progetto dell’architetto veneziano Nicola Michetti nel 1718, oggi sede museale insieme al più moderno museo Kumu (museo estone d’arte).
Finita la visita al parco il gruppo LENA, composto dai partner estoni, finlandesi, rumeni e noi italiani, si è mosso con un pulmino in direzione Haapsalu, effettuando una sosta ed una passeggiata sulla costa baltica. Haapsalu è una piccola cittadina di 11.618 abitanti (2010) del sud-ovest dell’Estonia, capoluogo della contea di Läänemaa. Una città nota sin dai tempi antichi per le proprietà curative dell’acqua marina e dei fanghi termali.
L’ambiente naturale della regione di Läänemaa è costituito da numerose isole (Saaremaa, Hiiumaa le più grandi), da ecosistemi acquatici con numerose specie di uccelli e vegetali che fanno parte della riserva naturale di Matsalu, e da una riserva umida rientrante nella lista delle zone umide della convenzione di Ramsar. Il parco nazionale della regione si estende per 486 kmq intorno all’omonimo golfo, ospita 275 specie di uccelli, oltre a pesci e mammiferi che attraggono gli amanti del turismo naturalistico e del birdwatching.
Lunedì 8 luglio i partner si sono riuniti presso l’hotel Beguta’s place, dove Matti Masing, ha aperto ufficialmente l’icontro e presentato attraverso un filmato di 20 minuti i valori naturali presenti in Estonia. Hanno poi preso la parola i coordinatori delle rispettive organizzazioni per presentare il lavoro svolto fino a quel momento nell’ambito del progetto LENA. Nel pomeriggio sono ripresi i lavori solo per i coordinatori per dibattere su metodi di apprendimento e curriculum.
In tarda serata si è tenuta una escursione nella cittadina di Haapsalu guidata da Matti Masing volta alla ricerca e al riconoscimento di piccoli animali, pipistrelli e specie vegetali. Muniti di carta e penna dovevamo individuarli e riportarli sull’elenco. La prima tappa sono stati i cunicoli del castello episcopale, dove abbiamo trovato delle Limacidae lumache senza guscio, una famiglia di molluschi gasteropodi terrestri privi di conchiglia. Lungo la passeggiata abbiamo riconosciuto alcune specie vegetali arboree come l’Acer Platanoides, della famiglia delle Aceraceae, una pianta spontanea in molti boschi di latifoglie umidi e riparati. L’individuazione dei pipistrelli è stata effettuata attraverso uno strumento rilevatore di ultrasuoni che ne rilevava la presenza.
Il giorno successivo si è svolta l’escursione nella penisola di Noarootsi che prevedeva diverse tappe. La prima è stata la visita al parco urbano di Haapsalu, in cui le specie vegetali arboree erano accompagnate da un cartellio indicante il nome sia in estone che in latino. La seconda tappa è stata la visita alla Salajòes karst area (Sorgenti carsiche) ed in seguito ci siamo addentrati nella foresta di latifoglie e betulle per vedere da vicino i nidi degli Aironi. Successivamente ci siamo recati lungo la costa settentrionale della contea, sulla punta di una bassa prominenza verso mare, di fronte l’isola di Osmussaare, un tratto costiero roccioso e ciottoloso. Infine, la giornata si è conclusa con la visita presso il centro di educazione ambientale di Peraküla, un centro di esposizione degli aspetti naturalistici presenti in Estonia ed in particolare della regione di Läänemaa.
Mercoledì 10 luglio si è tenuto l’ultimo appuntamento incentrato sul un dibattito riguardante impressioni, critiche, aspetti positivi e negativi delle attività svolte durante gli incontri e le escursioni effettuate.
Un progetto europeo come LENA da la possibilità di conoscere ed osservare gli aspetti ambientali e naturalistici di un paese ma è anche un modo per praticare quello che Vidal De La Blache ad inizio novecento diceva: “geografia si fa con i piedi”, perché solo in questo modo si può comprendere il territorio e trovare delle soluzioni, delle alternative per conservarlo, valorizzarlo, proteggerlo e gestirlo in maniera sostenibile.
Massimo Masci

Reportage fotografico

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10-14 settembre 2013 – Progetto Lena – Mobilità in Romania

Si fa presto a dire Romania

Dici “Romania” al prossimo che incontri sulla tua strada, prima o dopo il viaggio, e vieni assalito da quintali di pregiudizi. I soliti, pessimi pregiudizi.
La Romania che abbiamo potuto vedere nell’ambito del progetto LeNa (Learning Natural Values in Europe), invece, ha da offrire molto di più di quel che ci vogliono far credere. E, soprattutto per chi il territorio lo sa leggere in profondità, come un geografo, molto oltre ai panorami o ai prezzi bassissimi. I luoghi che abbiamo attraversato in cinque giorni, seppur scelti attraverso un fil rouge naturalista, erano straordinariamente diversi tra loro, e non solo per gli aspetti fisici.
Varietà tangibile sin dal primo giorno, passato nella porzione di Pannonia rimasta al di qua del confine con l’Ungheria. Varietà dovuta non tanto allo status di zona di passaggio, ma al divide et impera degli Asburgo: questa parte di Romania è a maggioranza ungherese, ma è intervallata da villaggi abitati da comunità romene e tedesche, in (fragile) equilibrio da qualche secolo. Ungheria sempre vicina, tanto che dopo l’abbondante cena di benvenuto offerta la prima sera a Tarcea, l’hotel di Urziceni che ci ospita la prima notte è a 200 metri da un varco di confine con l’Ungheria. Se Umberto Eco aveva la sua “Isola del giorno prima”, grazie al fuso orario noi vediamo dalle nostre finestre il “Paese dell’ora prima”, verde all’orizzonte. Il paesaggio è un succedersi per chilometri di distese di mais, ma la visita a un’azienda agricola di Tarcea dà la chiave di lettura: prima il paesaggio era molto più simile alla puszta ungherese, con zone umide e cespugliose, e fu il regime comunista a trasformare la zona in una regione di agricoltura intensiva. Il proprietario dell’azienda, dopo anni di lavori, è riuscito a ricrearsi un piccolo lago privato, incastonato nei campi, che sta a ricordare la conformazione originaria del paesaggio. Una piccola Rosebud.
Giusto il tempo di visitare Oradea (ovvero Nagyvarad in magiaro) con le sue trasformazioni, e ci si inoltra verso la catena degli Apuseni: contrafforte dei Carpazi, e zona ancora selvaggia (e scenario del caso di Rosia Montana, miniera d’oro svenduta a una corporation canadese che sta indignando la popolazione). Nascosta alla fine di una strada non molto agevole, e di una salutare passeggiata nei boschi, si apre la caverna di Meziad: chilometri di cunicoli e formazioni calcaree affascinanti. Notte ad Arieseni e si riparte: sulla nostra strada incontriamo due fenomeni geologici tipici per quel che era un fondale marino ere geologiche fa. A Scarisoara, alla fine di una strettissima e precaria scaletta, una cava di ghiaccio che sembra più una bocca degli inferi; ed a Turda, una miniera di sale sfruttata dall’Impero austro-ungarico ed oggi meravigliosamente riconvertita in sito turistico e parco giochi. Il risultato è spettacolare: nella caverna principale trova oggi spazio una ruota panoramica, un piccolo auditorium, campi sportivi e un lago artificiale. Il tutto ad una temperatura di circa 10 gradi, 12 mesi all’anno.
Si arriva alla fine della giornata a Bistrita, “porta della Transilvania”, città di 80 mila abitanti che a girarci dentro sembra un paesone: ma avremo il tempo di fare conoscenza. Dall’alto del campanile della cattedrale protestante la vediamo, ordinata, racchiusa nella valle tra il verde, con i Carpazi sullo sfondo. L’architettura, alcuni dei punti d’interesse, anche alcune specialità nei ristoranti, sono prettamente sassoni. Il taglio della visita in città è la rete ecologica dei passeri e degli alberi: incorporati nell’espansione industriale della città, alberi secolari permettono di datare l’uso dei luoghi urbani. La tappa finale è il parco dendrologico ospitato nel Collegio Nazionale di Bistrita: una collezione di alberi figlia di un illustre botanico, ricca di segreti che il professor Gubech si è tenuto con sé alla sua morte, nel 2006. Nel giardino incantato, piante asiatiche ed americane attendono un nuovo riconoscimento.
L’ultimo giorno in Romania è, ancora, un road trip per tornare al punto di partenza. Il paesaggio dai finestrini diventa lentamente la pianura vista all’inizio, a parte alcune parentesi di vetrocemento (le città capoluogo di Baia Mare e Satu Mare) la campagna è il tema dominante. E come un carosello, si torna al punto di partenza con un poco di meraviglia negli occhi.
Andrea Porru

Reportage fotografico
Percorso del viaggio

Il Gruppo LENA in Romania
L'ingresso della grotta di MeziadAll'interno dell'enorme miniera di sale di TurdaLa delegazione AGAT in discesa per gli inferi, la gratta glaciale di Scarisoara

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5-7 settembre 2013 – Congresso EUGEO

Dal 5 al 7 settembre si è tenuto, presso le aule della Facoltà di lettere e filosofia della Sapienza, il 4° Congresso EUGEO dal titolo “Europe, what’s next? Changing geographies and geographies of change”.
L’AGAT, grazie a Andrea Natalini e Nicola Franceschi, il 6 settembre ha organizzato la sessione “Breaking down boundaries: geographers for a new geography of Europe” (n. S03).
La sessione ha visto molta partecipazione durate tutta la giornata ed è stata animata da un acceso dibattito, sia grazie alla presenza di Karl Donert e di Gerry O’Reilly, rispettivamente presidente e vicepresidente di Eurogeo, sia per merito di alcuni espedienti tecnologici forniti dall’AGAT che hanno offerto spunti dinamici alla discussione.

Chair: Andrea Natalini, Nicola Franceschi

Scarica gli atti della sessione contenuti nello special issue dell’European Jurnal of Geography 

Slot 1
Lauranne Jacob, André Suchet
Crossborder coopérations: the geographer and territorial reorganizations

Mátyás Jaschitz
The key factor for a successful territorial cohesion: cross-border cooperation, How can some EU instruments make a new geography?

Antoine Laporte
The borders broken by embassy networks: how diplomacy contribute to a new regionalisation of Europe

Karl Donert
Promoting geography in Europe: enabling a European dimension through Digital Earth

Slot 2

Matej Gabrovec
Open borders with uncoordinated public passenger transport

Jaume Feliu, Mita Castañer, Rafel Llussà, Joan Vicente
Analysis of cross-border projects 2006-2013 between France and Spain. Stakeholders and territorial impact

Mateo Berzi
Cross-border spaces between territorial cooperation and local development: the case of Cerdanya

Christian Matthiessen
From cross border missing links to real infrastructural links of South Scandinavia: Regional development realities and perspectives

Slot 3

Aaron Gutiérrez-Palomero
Exchange of knowledge on Urban Regeneration in the Framework of the European Union: an Overview from the Point of View of the Mediterranean States

Toureille Etienne
Europe seen by Turkish students: a mental definition from a non-eurocentric point of view

Gerry O’Reilly
The EU and Humanitarian Action: Breaking Down Boundaries?

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7 luglio 2013 – Visita ai cunicoli dell’emissario di Claudio/Torlonia nella piana del Fucino

Il prosciugamento del lago del Fucino è da ritenersi un caso significativo per il nostro patrimonio ambientale, archeologico e culturale in quanto costituisce uno dei cambiamenti territoriali e paesaggistici più radicali operati dall’uomo, con enormi conseguenze sia per la situazione climatica dell’area, sia per quella economica e sociale delle popolazioni locali.cunicoli fucino (2)

Dove si svolge
Abruzzo, Incile, presso Avezzano.

Programma
L’escursione si articolerà in due momenti. Partendo da Roma, più precisamente dalla fermata Stazione Tiburtina della metropolitana B, ci si recherà in contrada Incile, presso Avezzano, dove è prevista un’introduzione di Ezio Burri (Università dell’Aquila) riguardante il contesto storico, territoriale e sociale dell’area di studio.
Successivamente ci si recherà in località Santa Barbara dove saranno lasciate le auto mentre a piedi ci si inoltrerà attraverso la Discenderia della Macchina fino a raggiungere la parte centrale dell’emissario sotterraneo. Da questo punto avrà inizio la visita dell’emissario Claudio/Torlonia lungo un percorso ipogeo di circa 2 chilometri per una durata di 3 ore fino allo sbocco nella valle del Liri, presso Capistrello (saranno necessari stivali alti e bastone da trekking in quanto si camminerà in 30 cm di acqua).
Al termine della visita, sempre attraverso un percorso a piedi di circa 2 chilometri, si tornerà a riprendere le auto, per poi concludere con un pranzo insieme.
Il ritorno a Roma è previsto per le ore 17.30, presso lo stesso punto di partenza, ossia la fermata Stazione Tiburtina della metropolitana B.
Per partecipare all’escursione è necessario essere iscritti all’Associazione Geografica per l’Ambiente e il Territorio. È possibile iscriversi all’Associazione o rinnovare l’iscrizione contestualmente all’escursione. La quota associativa prevista è di 10 euro.
Prenotazioni e informazioni: per prenotarsi e per ricevere tutte le informazioni sulle escursioni occorre inviare una mail a agat.geoinfo@gmail.com.

Scarica la scheda tecnica dell’escursione

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Sport against violence

L’ 8 giugno 2013 si è tenuta presso lo stadio delle Terme di Caracalla la terza edizione di Sport Against Violence. L’iniziativa è finalizzata a promuovere il ruolo di diverse organizzazioni di volontariato tra cui il Progetto Filippide, un’Associazione che svolge attività di allenamento e preparazione a competizioni sportive, con soggetti affetti da autismo e sindromi rare ad esso correlate.
Per l’occasione Michelangelo Miranda ha organizzato delle brevi escursioni gratuite (40-45 minuti) al centro di Roma con la macchina elettrica dell’AGAT.

Partner
AGAT
Sport Against Violence – www.sportagainstviolence.com
Atletica la Sbarra

Evento
8 giugno 2013 – Staffetta 24 x mezz’ora – La squadra AGAT+Atletica la sbarra si è aggiudicata tre premi che sono stati devoluti in beneficenza: seconda squadra classificata, primo classificato uomini a Claudio Ciccotelli e seconda classificata donne a Valentina Ferrari.

Responsabile – Andrea Di Somma, Valentina Ferrari, Raffaele Mastrolorenzo

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12 giugno 2013 – L’AGAT in Europa. Progetti in corso, opportunità e proposte per il futuro

L’evento è rivolto a tutti/e coloro che siano interessati a conoscere da vicino le iniziative dell’AGAT in ambito europeo e le opportunità derivanti dai progetti in corso e da quelli a venire. In particolare, sono invitati a partecipare i soci AGAT, gli studenti e i docenti dei corsi di laurea in geografia (ma non solo).

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Programma

Prima parte – La progettazione europea dell’AGAT
Durante il workshop saranno presentati:
– i progetti europei in corso e le relative opportunità di mobilità destinate ai soci;
– i progetti presentati nel 2013 nell’ambito dei programmi LLP e Europe for Citizens attualmente in fase di selezione.
Inoltre, attraverso alcuni esempi di esperienze vissute da soci AGAT, illustreremo le opportunità di mobilità individuale offerte dal programma LLP (visite di studio, formazione in servizio, assistentato, workshop) rivolte ad educatori, insegnanti, studenti, neolaureati e disoccupati.

Seconda parte – Prospettive future
Dopo una breve presentazione del programma “Erasmus per Tutti”, che a partire dal 2014 sostituirà il “Lifelong Learning Programme”, raccoglieremo eventuali spunti, proposte e idee per costruire i progetti futuri.
In linea con gli spunti emersi e gli stimoli ricevuti durante le due edizioni del convegno “La Geografia nel Nuovo Millennio”, affronteremo le problematiche riguardanti il nostro settore disciplinare in Italia, in maniera tale da poter elaborare progetti finalizzati a risolvere problemi specifici che riguardano tutti noi da vicino.
All’interno del workshop uno spazio sarà riservato alla presentazione di EGEA – European GEographers Association. Per l’occasione sarà presente Andrea Porru, Contact Person di Egea Roma, che spiegherà l’importanza e il valore aggiunto dell’essere parte di un’associazione internazionale che riunisce gli studenti di geografia di tutta Europa.

L’incontro si terrà in Cartoteca dell’ex Dipartimento di Geografia, 1° piano della Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma, piazzale Aldo Moro 5.

Rassegna stampa
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=46350&action=view
http://it.paperblog.com/iniziative-mercoledi-alla-sapienza-l-agat-mostra-i-suoi-progetti-europei-1828079/
http://www.young4young.com/news.php?id=1302
http://andrea-scrivendo.blogspot.it/2013/06/iniziative-mercoledi-alla-sapienza.html

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28 luglio 2013 – Battiti di pesca – Scario (SA)

La Sezione della Lega Navale Italia di Scario e l’Associazione Geografica per l’Ambiente il Territorio, consapevoli che per frenare il degrado ambientale sono necessarie azioni decisive e dirette, in particolar modo quelle che privilegiano il legame tra individuo e natura, hanno organizzato una giornata di pesca sportiva da svolgersi a Scario (SA).

Lo scopo dell’evento è sensibilizzare i partecipanti alla cultura della legalità riguardo la fruizione delle risorse marine attraverso attività nel pieno rispetto dell’ambiente acquatico e della fauna ittica e mediante l’adozione di tecniche di pesca sostenibili e meno intensive da parte dei pescatori professionali.

Fermo restando l’obbligo di attenersi alle misure minime di legge per il pescato e di utilizzare pratiche di pesca sostenibili come ad esempio il catch and release (catturare e rilasciare) Battiti di pesca vuole essere un momento di incontro per tutti/e coloro che condividono la passione per la pesca e supportano la tutela per l’ambiente.

Battiti_di_pescascarica il regolamento

Per maggiori informazioni rivolgersi ad Antonio Scarfone (info.battitidipesca@gmail.com 3286331946)

Si ringrazia il Comune di San Giovanni a Piro e la Rivista Segreti dei Pescatori per il sostegno dato all’iniziativa.

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28 maggio 2013 – REFUGEE scART

Nell’ambito del progetto Eco-Creativity, l’AGAT è entrata ha incontrato l’associazione REFUGEE scART con lo scopo di condividere conoscenze relative alle pratiche di riciclo sostenibile. È stata scelta questa associazione in quanto l’attenzione verso la sostenibilità ambientale è legata ad un importante causa umanitaria.
Martedì 28 maggio alcuni soci sono stati accolti da una delle responsabili, Helga Baker, che ha raccontato come è nato il progetto REFUGEE scART e mostrato i locali del laboratorio, spazi messi a disposizione dal Comune di Roma, in zona Eur. Si tratta di un progetto umanitario della SPIRAL Foundation Onlus, nato nell’estate del 2011, che ha due obiettivi principali. In primo luogo promuovere la coesione sociale, ovvero favorire l’integrazione socio-economica dei rifugiati, per lo più di origine africana. Il secondo obiettivo, che si collega fortemente al progetto Eco-Creativity, è promuovere la tutela dell’ambiente attraverso la trasformazione dei materiali di scarto in nuovi oggetti. In questo modo, i protagonisti di REFUGEE scART, attraverso il riutilizzo di materiali come bottiglie, camere d’aria e buste di plastica – circa 250 chili di plastica al mese – producono bicchieri, grembiuli, vasi, lampade e molto altro ancora.

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11 maggio 2013 – Escursione nel quartiere di Torpignattara

L’AGAT scende in campo e partecipa alla festa “Alice nel Paese della Marranella“, organizzata dal Comitato di quartiere di Torpignattara, con una serie di escursioni che avranno per tema l’evoluzione dello spazio urbano del quartiere Torpignattara.
Le escursioni geografiche partiranno ogni 30 minuti dallo stand AGAT in piazza Perestrello, dalle ore 15.00 alle 20.00.
Inoltre, è previsto un servizio di escursioni per persone diversamente abili in auto elettrica.

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